Sabato 28 novembre 2025 si è tenuta a Palermo, presso il Teatro Apparte (Via Antonio Furitano 5a), l’anteprima di “L’amore dei folli” — una produzione promossa dalla Cooperativa Tèchne con l’intento di restituire voce e dignità a storie troppo spesso dimenticate. Lo spettacolo, nella sua versione rinnovata, porta in scena la memoria dei manicomi e propone una riflessione profonda sul concetto di follia, sulla cura, sulla libertà e sull’inclusione sociale.
🎭 Perché “L’amore dei folli” è un progetto importante?
L’opera è nata da un’idea di Eligio Scorsone, con drammaturgia di Laura Carini e la collaborazione di Francesca Attinelli e Domenico Stroppiana. La regia è di Matteo Contino. Il cast vede interpreti come Federica Benigno, Viviana Lombardo, Elvio La Pira, Vincenzo Tuzzolino, Valentina Todaro, Meri Reale e — in particolare — Giuseppe Vignieri che interpreta la figura di Franco Basaglia. L’intento dell’opera è rendere omaggio all’eredità fondante di Basaglia: non come figura mitologica o ingessata, ma come pensatore lucido e umano, che ha ridefinito il concetto di cura e dignità per le persone con malattia mentale.
🌟 L’importanza della presenza di Simone Cristicchi
Ad aggiungere valore all’anteprima del 28 novembre è stata la presenza di Simone Cristicchi come ambassador dell’evento. Cristicchi — da tempo impegnato nel sensibilizzare l’opinione pubblica sulla salute mentale — ha accettato di sostenere l’iniziativa dopo aver visto il trailer dello spettacolo e aver incontrato gli ideatori durante la presentazione del suo libro “Franciscus” a Palermo.
Nella serata ha interpretato “Ti regalerò una rosa”, il brano con cui in passato affrontò già pubblicamente il tema della sofferenza psichica. Un gesto simbolico che ha segnato la serata con una nota di profonda umanità.
💬 Una voce per chi non ha voce
Attraverso “L’amore dei folli”, Tèchne non solo propone un’opera d’arte, ma lancia un atto di denuncia civile ed etica: per chiedere attenzione concreta a chi soffre, per rivendicare libertà, dignità e inclusione; per rimettere al centro l’umano, al di là dei pregiudizi. La rappresentazione — intensa, di forte impatto emotivo — ha scelto una drammaturgia che non edulcora la storia, ma la affronta con verità: la violenza dell’istituzione manicomiale, il dolore, la solitudine e allo stesso tempo la speranza, il desiderio di dignità, riscatto e umanità.
🙏 Perché Tèchne lo ha fatto?
Per Tèchne, “L’amore dei folli” rappresenta un impegno concreto verso la promozione di una cultura di cura, responsabilità comunitaria e diritti. È un invito a guardare non con paura ma con empatia, a riscoprire la memoria storica, a fare del teatro non solo intrattenimento, ma un luogo di confronto e riflessione